Pavia

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Pavia è una piccola città luminosa di storia e di cultura, distesa sulla riva sinistra del fiume Ticino. La circondano grandi estensioni di campi ricchi di colture, incorniciati da suggestivi orizzonti di terra e di cielo da cui emerge l’ardito profilo della cupola del suo Duomo.

ITINERARIO

  • Ponte Coperto: lo storico attraversamento sul fiume Ticino
  • Il romanico in città Basilica di San Michele Maggiore e Chiesa di San Teodoro
  • Duomo: la grandiosa mole dove si intrecciano mattoni e marmo di Candoglia
  • Piazza del Duomo e la statua del Regisole
  • Piazza della Vittoria: i portici, i nobili palazzi, il Broletto
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine: il chiarore del gotico
  • Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro e l’Arca marmorea di Sant’Agostino
  • Castello Visconteo: la raffinata corte dei signori di Milano e la Pinacoteca Malaspina
  • Università di Pavia, Collegio Ghislieri e Collegio Borromeo

INTEGRAZIONI POSSIBILI

  • Certosa di Pavia: la chiesa-mausoleo dei duchi di Milano tra tardo-gotico e rinascimento

ITINERARIO DETTAGLIATO

Il suo nucleo originario viene fatto risalire ai primi insediamenti di tribù gallo-liguri nel V secolo a.C., cui fa seguito l’espansione romana, fino a divenire colonia nell‘89 a.C. con il nome di Ticinum. E’ in quel periodo che Pavia assume l’impianto viario ortogonale, detto a “castrum”, che la caratterizza ancora oggi.
Rilevante per la sua storia è stata la presenza degli Ostrogoti prima (498) e dei Longobardi dopo (572-774) quando la città assume il nuovo nome di Papia e diviene capitale del Regno Longobardo. Successivamente con i Franchi continua ad essere il centro del potere carolingio in Italia.
Tra XI e metà XIV secolo Pavia è un libero comune fino alla conquista dei Visconti, che la inglobano nel Ducato di Milano, e ne segnano il volto con importanti costruzioni. Al 1361 risale la fondazione dello Studium Generale, premessa per la nascita della prestigiosa Università di Pavia, tra le più antiche in Italia e in Europa.
Tra XVI e metà XIX secolo la città rimane sotto il controllo degli stranieri, alternativamente francesi, spagnoli e austriaci.
Nel 1859 entra a far parte del Regno di Sardegna futuro, Regno d’Italia, insieme al resto della Lombardia.

Si propone di iniziare la visita alla città pavese dal Ponte Coperto, storico ponte sul fiume Ticino di origine romana e poi trecentesca, ricostruito in seguito ai bombardamenti della seconda guerra.

Percorrendo viale Paolo Diacono si arriva alla Basilica di San Michele Maggiore, capolavoro dell’arte romanica in Lombardia nel XII secolo. La facciata è davvero suggestiva. La sua pietra, l’arenaria, pronta ad infiammarsi dei colori del giorno, è anche causa del suo precario stato di conservazione a causa dell’inesorabile disfacimento della pietra stessa.

Per la stretta Via Maffi si raggiunge la piccola Chiesa di San Teodoro, edificio tardo romanico di metà XII secolo. Ospita due affreschi di rilievo attribuiti a Bernardino Lanzani con vedute di Pavia del XVI secolo.

Nelle immediate vicinanze sorge il Duomo, imponente costruzione con pianta a croce greca. Iniziato nel 1488, con un possibile intervento di Bramante, viene ultimato solo nel XIX secolo. Esternamente colpisce la grandiosa mole in mattone, con la facciata terminata secondo il progetto di Giovanni Antonio Amadeo. L’interno, realizzato in marmo di Candoglia, offre uno spazio davvero monumentale e luminoso, di sapore imperiale. La sua enorme cupola, la terza in Italia per grandezza, si innalza fino a 97 metri.

A fianco del Duomo vi sono le macerie delle Torre Civica, improvvisamente crollata nel marzo 1989.
Sulla piazza è collocata la statua equestre del Regisole eseguita da Francesco Messina. Si tratta di un rifacimento novecentesco di un’opera tardoantica, a cui i pavesi sono molto legati.

Ci si dirige poi verso la piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, caratterizzata da una forma stretta e lunga. Di antica origine, viene aperta a metà del Trecento in età viscontea. Su di essa si affacciano nobili palazzi di epoche diverse, con portici in gran parte originali, ed anche l’ex Chiesa di Santa Maria in Gualtieri del XI secolo. Il lato sud è chiuso dal Broletto, più volte rimaneggiato.

Percorrendo Via XX Settembre si incontrano le absidi della seconda chiesa più grande di Pavia, Santa Maria del Carmine. Iniziata nel 1374 per volontà del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, su progetto attribuito a Bernardo da Venezia, e costruita in mattoni, è uno degli esempi più belli dell’architettura del gotico lombardo. Restaurata fra il 2006 ed il 2010, l’interno sorprende per chiarità, colore e ricchezza di opere conservate tra cui si ricordano l’affresco di Vincenzo Foppa e la tela dell’Angelo Custode di Sebastiano Ricci.

Attraversato Viale Matteotti s’incontra l’antica Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, eretta nel VIII secolo in epoca longobarda ed in seguito ricostruita in stile romanico nel XII secolo. La facciata, in mattoni e arenaria presenta alcuni elementi architettonici non in asse suscitano una percezione veramente particolare dell’edificio e della sua antichità.
Consacrata da Papa Innocenzo II nel 1132, la basilica vanta grande prestigio in quanto ospita, da oltre un millennio, le spoglie di sant’Agostino da Ippona.
Ammirevole l’Arca marmorea a lui dedicata nel 1362, capolavoro della scultura lombarda con 95 statue e 50 bassorilievi che illustrano la vita del santo.
Nella cripta, ricostruita, è collocata la sepoltura del filosofo romano Severino Boezio, 525 d.C., anch’egli santo, fatto uccidere dal re ostrogoto Teodorico e sulla cui tomba sorse la Basilica paleocristiana di San Pietro in Ciel d’Oro, così chiamata a causa della cupola interna totalmente dorata.

Un ultimo grande monumento di Pavia è sicuramente il Castello Visconteo. Costruito nel 1361 da Galeazzo II Visconti viene poi immerso in un grandioso parco da caccia che arrivava fino alla Certosa di Pavia.
Più che una fortezza, il Castello di Pavia, come suggerito anche dal suo aspetto, è stato soprattutto la splendida sede di una raffinata corte.Lo si può intuire dalle grandi bifore esterne, dall’aereo loggiato del cortile e dagli affreschi delle sale interne. Di particolare bellezza la Sala Azzurra.
Oggi il Castello è divenuto sede dei Musei Civici ed ospita la civica Pinacoteca Malaspina.

Passeggiando infine per le vie del centro si potrà sorprendere il grande e armonico complesso dell’antica Università. Poco lontano, nell’omonima Piazza, il Collegio Ghislieri (1567), e non lontano dalle rive del Ticino, l’altra grande istituzione culturale, l’Almo Collegio Borromeo (1561).


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